MAZZONIS Ottavio

OTTAVIO MAZZONIS

Ottavio Mazzonis nasce a Torino nel 1921.

Sviluppa precoci interessi per la pittura e a partire dal 1932 (quando ha solo 11 anni), accede alle lezioni di Luigi Calderini (1880-1973), noto scultore e pittore. Con Calderini, Ottavio impara a disegnare, a dipingere e infine, nel1938, amodellare. Primo frutto di quest’ultimo impegno è il wildtiano “Ritratto del padre”, cui seguiranno numerose altre opere eseguite negli anni di guerra. Quella per la scultura è una passione che non lo lascerà mai, sebbene la sua carriera, come vedremo, sia quasi interamente volta alla pittura.

Decide, in seguito, di frequentare lo studio di uno dei più capaci allievi di Giacomo Grosso, Nicola Arduino (1887-1974), artista figurativo padrone di tutti i segreti della pittura e ampiamente dedito anche all’attività di affreschista. Con la tecnica dell’affresco e col cimento di “pensare e fare grande”, Ottavio viene in contatto per la prima volta nel 1946, quando segue Arduino a Trebaseleghe, nel padovano, dove i due saranno ancora nel 1949 e nel 1950; nel 1951, maestro e allievo lavorano a Borgonuovo di Chiavari; nel1953 aPalermo, nella Chiesa dei Teatini, dove due lunette vengono realizzate sui cartoni di Mazzonis, che nello stesso anno debutta alla 110ª Esposizione Nazionale della Promotrice di Torino con un “Autoritratto”, partecipa al Premio Brescia e, in dicembre, alla Mostra annuale del Circolo degli Artisti di Torino, cui non mancherà in tutte le edizioni successive.

 Dal 1955 il rapporto con Arduino non è più quello da discepolo a maestro, ma piuttosto di amicizia e stima reciproca. A Mazzonis vengono proposti interventi professionali in affreschi chiesastici ma l’artista, prima di affrontarli, vuole sperimentare le proprie capacità affrescando il soffitto dello scalone della sua casa torinese in via San Domenico 11 (ora edificio di proprietà del Comune), col tema “L’Arte e l’Industria”, e nel 1957 affresca la parete dello stesso scalone col “Giudizio di Paride”.

È nel 1960 che Ottavio affronta le prime opere su commissione, decorando a tempera la cupola della Pieve di Cumiana ed eseguendo “Gesù e Nicodemo” nella Parrocchiale di Sordevolo. Nel 1961 completa il ciclo di Cumiana; nel 1962 dipinge la pala d’altare “San Bartolomeo” per la Parrocchiale di Fontane di Bossea; nel 1963 termina la pala d’altare per San Pietro di Savigliano; nel 1964 lavora a tempera nella cappella del Seminario Maggiore di Mondovì Piazza; nel 1965 realizza la tela “Noli me tangere” per la Parrocchiale di Nucetto e le decorazioni a tempera nell’abside e nel catino del Santuario della Sanità a Savigliano; nel 1968, nello stesso Santuario, esegue a tempera due vele; nel 1969 dipinge l’ovale “Sebastiano Valfré in preghiera “per la camera-cappella del Beato nella Chiesa di San Filippo a Torino (ovale riprodotto in copertina nel volume di Cesare Fava, “Vita e tempi del Beato Sebastiano Valfré,” 1984); nel 1971 completa, con altre due vele, il proprio intervento alla decorazione del Santuario della Sanità di Savigliano; nel 1972 realizza la grande pala d’altare del “Beato Valfré in gloria “per la Chiesa di San Filippo a Torino (oggetto di numerose varianti, la stesura definitiva dell’opera sarà poi ospitata nel Santuario di Verduno); nel 1990 realizza la tela “Giovanni Battista La Salle” per l’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane di Roma; nel 1991 dipinge un “ritratto di Luigi Firpo” per l’omonima fondazione torinese; nel 1992 esegue il pannello Ricordo di Giuseppe Levi, voluto da Guido Filogamo per il Dipartimento di Anatomia e Fisiologia umana dell’Università di Torino.

 Nel frattempo, dal 1953 e sino a oggi, si susseguono numerosissime esposizioni personali e partecipazioni a collettive, in Italia e all’estero.

 Ricordiamo solo che la sua prima personale si tiene alla Galleria Fogliato di Torino nel 1968 (l’artista aveva allora già 47 anni!), dove i suoi lavori vengono riproposti nel 1979; la prima personale romana è del 1981 alla Barcaccia; nello stesso anno, Mazzonis inizia un fecondo rapporto di esclusiva con la Galleria Forni di Bologna, che allestisce la sua prima personale felsinea come inaugurazione della stagione 1981/82. Il rapporto di esclusiva con la Galleria Forni, che gli organizza tutte le successive personali italiane e gli procura importanti presenze all’estero (Parigi, Londra, Basilea, Londra, Lussemburgo, Stoccolma, New York, Los Angeles, Madrid, Amsterdam, Tokyo ecc.) dura fino al 1988.

Nel 2000, Mazzonis partecipa alla mostra “Vanitas Vanitatum. Et omnia Vanitas,” promossa dal Museo Sandro Parmeggiani di Renazzo, a cura di Maria Censi e Alfonso Panzetta. Per la sua rilevanza, la mostra di Renazzo diventa itinerante, toccando le città di Longiano, Montevarchi e Torino (Circolo degli Artisti). Questa esposizione spiana il percorso centese di Mazzonis, anche grazie all’amicizia con Maria Censi che, proprio nel Museo Parmeggiani, gli organizza, dal 16 marzo al 13 maggio 2001, la mostra personale intitolata Apocalisse di Giovanni. L’esposizione ha un successo senza precedenti e, nell’occasione, nasce l‘idea della “Via Crucis” per la Chiesa del Rosario di Cento. Le 14 stazioni sono realizzate da Mazzonis e donate alla Chiesa centese. Il file rouge che congiunge la sensibilità dell’artista moderno torinese con quella del migliore Seicento italiano, del Guercino in particolare, è realizzato. L’inaugurazione avviene nel maggio 2003 e, nel maggio 2006, gli viene conferita dalla Città di Cento la Cittadinanza Onoraria.

L’artista si spegne a Torino il 9 novembre 2010.