CORDERO Riccardo

Riccardo Cordero          

Nato ad Alba (Cuneo) nel1942, hafrequentato a Torino il Liceo Artistico e l’Accademia Albertina di Belle Arti, dove si è diplomato nel 1965 e dove dal 1990 al 2002 è stato titolare della Scuola di Scultura.

 Tra i suoi maestri, Sandro Cherchi per la scultura e per l’anatomia Franco Garelli, scultore, oltre che medico, ai quali resterà legato negli anni seguenti da profonda amicizia.

 La sua prima uscita pubblica è del 1960, alla 120a Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti a Torino.

Negli anni successivi le presenze in mostre collettive nazionali e internazionali si fanno sempre più numerose.

 Tra le principali, nel 1966 la Biennale di Sonsbeek, in Olanda, nel 1967 la III Mostra Internazionale di scultura nella Fondazione Pagani di Legnano, alla quale Cordero partecipa anche l’anno successivo, e nel 1969 il Premio San Fedele a Milano, il IV Premio Internazionale del disegno a Torre Pellice, l’esposizione Cinque a Torino nella Galleria Caleidoscopio di Padova.

Frattanto, fin dal 1969, Cordero realizza le sue costruzioni e i suoi assemblaggi in quella scala ambientale che gli diverrà sempre più congeniale, già saggiata in grandi dimensioni nel 1975 nel monumentale Terra-luna di cm 650x420x250, in ferro smaltato e poliestere, installato nel giardino della Scuola Media di Rozzano (Milano), la prima delle grandi commissioni pubbliche che gli consentiranno di intervenire su spazi importanti, con obbiettivi di qualificazione urbana, sempre più pressanti nella sua attività.

 Tali esperienze sono presentate in personali e in esposizioni collettive di rilievo, in Italia e all’estero. Tra le personali, quelle, nel1971 aNovara nella Galleria L4, a Genova nella Galleria Unimedia e a San Remo nella Galleria Beniamino, nel1973 aBruxelles nella Galleria Philippe Chabeau, nel1975 aTorino nella Galleria Arcipelago, nel1977 aMilano nella Galleria Ada Zunino. Tra le collettive, nel 1972 la IX Biennale di Mentone, nel 1974 la V Quadriennale di Torino, nel 1975 l’VIII Biennale del metallo di Gubbio e la X Biennale del bronzetto a Padova.

 Nel 1977 l’artista interrompe le ricerche più autoreferenziali sulla forma e lo spazio per sondarne per quasi un decennio le potenzialità nell’immagine figurativa. Non quindi una frattura totale, né un regressivo ritorno alla statua, ma una rivisitazione «colta» della tradizione, anche nella manualità, nella materia e nelle tecniche, in una temperie latamente postmoderna. Anche queste esperienze, diramate, e tematicamente puntate soprattutto sul nudo femminile, hanno grande fortuna: critica, anche presso scrittori come Giovanni Arpino, ed espositiva, in gallerie private (La Bussola a Torino nel 1979, La Parisina ancora a Torino nel 1982, Cinquetti a Verona nel 1983 e Galleria32 aMilano nel 1984), istituzioni pubbliche (Istituto Italiano di Cultura a Monaco di Baviera nel 1984), rassegne nazionali e internazionali (Premio Nazionale Galleria d’Arte Moderna di Gallarate 1979, Promotrice di Torino 1980 e 1983, Biennali d’arte della Città di Milano 1984 e 1987, Biennale di Scultura ad Asti 1986, Italiaans Beeldhouwkunst, Galleria J.L. 1982, Westminster City Sculture Competition, Cutt & Cutt Bank, Londra 1987 e soprattutto la XLIII Biennale di Venezia nel 1978, con una sala personale, riconoscimento precoce e di altissimo profilo).

 Tra il 1985 e il 1987 Cordero, attraverso ulteriori sperimentazioni sul tema del paesaggio, approda alla costruzione di strutture nuove per la loro determinatezza fisica e segnica e per il loro dare realtà, ancora fisica, allo spazio, attivato, e quindi reso presente, non evocato, dalla forma plastica. Si apre qui la definitiva maturità dell’artista, annunciata alla fine del 1988 nella mostra Due Sculture, a Torino presso l’Associazione Culturale Il Salto del salmone, che proponeva appunto due sole sculture, Novembre e Nero nel paesaggio, in cui si vedeva l’avvio della lunga e sempre più fertile stagione che ha portato Cordero tra i maggiori scultori internazionali con le sue strutture sempre più perentorie, che esaltano la possibilità di una scultura coerente con lo sviluppo della cultura d’oggi, cercata dall’artista in tutto il suo itinerario creativo, all’insegna soprattutto dell’interrelazione tra strutture plastiche rigorosamente progettate e insieme aperte e articolate, e spazio anche ambientale. Come in una serie imponente di risultati monumentali che nulla hanno a che spartire con la retorica e l’accademismo della statuaria e del monumento: dalla Rotazione coordinata del Parco della Pellerina di Torino del 1992 e dal Grande ferro del 1993 della Lookout Sculture Foundation, in Pensylvania, alla Fontana Cenisia del 1994 per il Parco Cenisia di Torino, a Stoccarda del1995, aGrande Segno del Palazzo dei Congressi di Alba e Presenza del1997, aChakra (in legno) del 1998,  Nuove presenze, del 2000 ai recentissimi colossi del 2005-2006 Chakra per Piazza Galimberti a Torino, Meteora per il Nuovo Palazzo di Giustizia di Asti, Meteora per lo Sculpture Park di Shangai e Cometa per lo Sculpture Park di Taiwan. Sempre numerose e di rilievo anche le mostre personali, quali nel2000 Inthe Same Space, Cordero King Venet al Museo dell’automobile a Torino e nel 2005 Du Projet à la Réalisation  presso la Galerie quai des arts a Vevey (Svizzera) e le partecipazioni a collettive quali, nel 2002 Scultura Internazionale a La mandria  presso la Villa dei Laghi a Venaria Reale (Torino), nel 2005  alla XIV Quadriennale di Roma, Galleria Nazionale d’arte moderna di Roma, e nel 2006 alla XXIV Biennale di scultura - Comune di Gubbio.

 Nel 2006 la Regione Piemonte gli dedica una grande personale, Riccardo Cordero, opere 1960-2007, presso la Sala Bolaffi a Torino, mostra che sarà portata dapprima, al Museo de la Universidad de Alicante in Spagna e successivamente in tre sedi Istituzionali dell’America Latina quali la Municipalidad di Montevideo in Uruguay, al Centro Cultural Borges di Buenos Aires in Argentina ed infine al Memorial da America Latina, San Paulo in Brasile.

 Nuovamente vincitore di pubblici concorsi nazionali per opere d’arte da collocare in spazi pubblici, nel 2007 realizza Libellula, in acciaio corten, per la Nuova Corte d’Appello di Roma e nel 2009 Comando di Gruppo, in bronzo, per la Nuova sede dell’Arma dei Carabinieri ad Aosta.

 Prosegue poi l’attività espositiva nel 2012 con una spettacolare mostra Macromondi Spezzati, di opere monumentali, a cura di Luciano Caramel, collocate all’interno della cinta muraria del Castello di Pergine cui segue nel 2013 la grande mostra antologica Giganti dell’età del ferro 1960-2013, acura di Martina Corgnati, presso il Filatoio e il Convento dei Cappuccini a Caraglio in provincia di Cuneo.

 In ambito internazionale, a partire dal 2006, si trova ad operare in Cina dove nel 2013 realizza, per la città di Wuhu, una seconda versione in acciaio corten della scultura Chakra.

 Dal 1994 è Presidente della Associazione Piemontese Arte.

…Dalla presentazione in catalogo di Luciano Caramel, mostra Bolaffi a Torino, 2006